BARI : Vista dall’alto Bari sembra una mano destra con il palmo rivolto a nord e il pollice alzato. Il primo dito è la città vecchia, adagiata su un lembo che si spinge nell’Adriatico, protetta da un’alta muraglia e dalla fortezza sveva. Quel maniero federiciano che la duchessa Isabella d’Aragona e sua figlia Bona Sforza trasformarono nel “castello delle donne”: una lussuosa dimora frequentata da artisti, letterati, scienziati sedotti dal fascino delle due signore e dalla sfarzosa vita di corte.
Il capoluogo pugliese è anche una mano aperta verso l’Oriente, artefice di scambi con l’intero Mediterraneo, di rapporti che si sviluppano ogni anno a settembre con la Fiera del Levante.
Il palmo è dunque una geometrica scacchiera di strade che, delimitata da corso Vittorio Emanuele, incalza il nucleo medievale con palazzi squadrati, eleganti e compatti: è il borgo burattino, voluto nel 1813 da Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone. Dentro questa “cortina ottocentesca” si distinguono edifici pubblici come l’Ateneo, sede dell’università e del museo archeologico, in piazza Umberto I, il neoclassico Palazzo della Camera di Commercio, in corso Cavour, e uno splendido trittico di teatri storici: il prestigioso Petruzzelli, in Corso Cavour; il politeama Margherita, in stile liberty affacciato sul Porto Vecchio, un tempo celebrato tempio del varietà; il comunale, neoclassico, intitolato al compositore barese Niccolò Piccini e incastonato tra le due più sobrie ali del Municipio, in piazza Libertà. Di fronte al Piccinni c’è il Palazzo delGoverno, ricavato da un ex convento dei domenicani.
La Basilica di San Nicola , patron di Bari, eretta in stile gotico-pugliese all’interno della corte del Catalano, il funzionario bizantino dell’Impero d’Oriente di Puglia tra il X e il XII secolo. San Nicola risulta tra i santi più venerati del pianeta: è popolare nell’Oriente greco e slavo e persino nel mondo anglosassone e scandinavo dove, lasciate pianeta e tiara e vestiti i panni laici di Babbo natale, lui, il protettore dei bambini, ribattezzato Santa Claus il 6 dicembre di ogni anno porta doni ai piccini di tutto il globo. Nella basilica di San Nicola, a sinistra dell’altare che custodisce le reliquie del santo, esiste, dal 1969, una cappella dove vengono officiate messe secondo la liturgia orientale.
CASTELLO SVEVO DI BARI : Il nucleo originario del castello di Bari risale all’epoca normanna-sveva ed è da identificare con l’attuale cinta quadrangolare interna munita di torri angolari ed intermedie. Nel corso della distruzione di Bari avvenuta nel 1156 ad opera di Guglielmo il Malo anche il castello, fondato dagli stessi Normanni, subì notevoli danni; intorno al 1233 Federico II lo restauro, valorizzandone l’aspetto residenziale e rappresentativo attraverso la realizzazione – tra l’altro – di un portale monumentale e di un portico lungo il perimetro del cortile interno. Al centro dell’archivolto scolpito del portale campeggia l’aquila imperiale che stringe fra gli artigli una presa.