ALBEROBELLO : La luminosità calda del colore bianco è la prima cosa che colpisce arrivando nel cuore della Valle d’Itria. Proprio ad Alberobello è nata la famosa costruzione di pinta con il latte di calce e con il tetto conico di calcare, chiamata da sempre trullo. E’ qui che i circa 1430 coni di pietra imbiancati, stretti gli uni agli altri, formano un vero e proprio paese, tanto che Alberobello è stato definito proprio la “Capitale dei trulli” con i suoi due rioni, il Monti e l’Aia Piccola. E’ tale l’importanza rivestita da questo agglomerato che nel 1996 è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Si può visitare il santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano apparteneva all’omonima confraternita e risale al 1609. Ha un bel portale in bronzo (detto delle Beatitudini) e parte della decorazione interna in oro zecchino. La moderna chiesa di Sant’Antonio o “chiesa a trullo” fu fatta costruire dal sacerdote Antonio Lippolis con le offerte degli abitanti di Alberobello e di quelli ormai emigrati nelle Americhe, per arginare la diffusione del protestantesimo nella zona.